Alimentare: sei famiglie su dieci costrette a cambiare menù


09/06/2008

alimentare: sei famiglie su dieci costrette a cambiare menùSei famiglie su dieci, praticamente più del 50 per cento, hanno cambiato, nel 2007, le proprie abitudini alimentari, soprattutto a causa dei rincari che si sono registrati nei prezzi, anche di prodotti di prima necessità come il pane e la pasta. A ridurre di più i consumi sono stati gli anziani. E’ quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dell’articolo apparso sul “Wall Street Journal” nel quale si afferma, tra l’altro, che i forti aumenti dei generi alimentari hanno costretto gli italiani a ridurre anche la dieta mediterranea a vantaggio di cibi-spazzatura ricchi di grassi, zuccheri e sale''.
L’articolo del quotidiano statunitense -afferma la Cia- ha colto nel segno e messo in luce le grandi difficoltà che oggi incontra la famiglia italiana negli acquisti dei prodotti alimentari. D’altra parte, a subire le conseguenze più eclatanti di questo cambio di menù da parte degli italiani sono stati proprio i prodotti della cosiddetta “dieta mediterranea” che, a causa dei rincari, comincia a mostrare segni di crisi. Nei piatti dei nostri connazionali ci sono, infatti, sempre meno pane, pasta, frutta, verdure, vino e olio d’oliva.
Sta di fatto che nel primo trimestre 2008 -rileva la Cia- proprio i “prodotti principe” della dieta mediterranea hanno avuto una netta flessione. Come risulta dalle stesse rilevazioni dell’Ismea, si registrano cali per i derivati dei cereali (pane e pasta in testa, con una flessione, rispettivamente, di circa il 6 per cento e del 2,8 per cento) per gli ortaggi (meno 5,5 per cento), per la frutta (meno 1,8 per cento) e per l’olio d’oliva (meno 5,0 per cento).
Per quanto riguarda l’andamento del 2007, gli acquisti domestici di pane -sottolinea la Cia- hanno avuto una diminuzione del 6,2 per cento, quelli di pasta del 2,6 per cento, di frutta del 2,5 per cento, di verdure del 4,2 per cento, di vino dell’4,6 per cento.
Su tale mutamento ha, quindi, inciso in maniera determinante -come evidenzia lo stesso “Wall Street Journal”- l’impennata dei prezzi. Gli aumenti record di pane (che oggi registrano una crescita tendenziale del 13,1 per cento), pasta (più 18,6 per cento) frutta (più 8,3 per cento) e verdure (più 6,8 per cento) hanno avuto -avverte la Cia- un effetto negativo nella spesa alimentare degli italiani che, tuttavia, risulta ancora al secondo posto (18,8 per cento) su quella totale, preceduta solo dall’abitazione (circa 26 per cento).
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