Pollo al cloro: dal “via libera” Ue un business da 200 milioni di dollari per le “lobby”


19/05/2008

pollo al cloro: dal “via libera” ue un business da 200 milioni di dollari per le “lobby”Vale un business potenziale di 200 milioni di dollari per le lobby americane del settore avicolo la decisione che si accinge ad assumere la Commissione Ue sull’apertura del mercato europeo al “pollo al cloro” proveniente dagli Usa. Per la Cia-Confederazione italiana agricoltori la posizione europea è molto grave e con essa non solo si rischia di danneggiare i consumatori, ma gli stessi produttori.
Nel rilevare che l’Esecutivo di Bruxelles -afferma la Cia- intende prevedere l’aperture delle al pollame americano previa un etichettatura che specifichi il trattamento subito e per un periodo di prova di due anni, la Cia esprime la propria contrarietà ad un tale orientamento. Ancora una volta gli accordi commerciali con il colosso americano vanno contro gli interessi dei consumatori.
Per l’Italia, che nel settore avicolo ha raggiunto l’autosufficienza nei consumi, la decisione potrà portare sul mercato produzioni a minor costo ed a minore qualità e salubrità. In questo senso diventa fondamentale che l’Unione europea -commenta la Cia- acceleri le decisioni per arrivare ad un’etichettatura che consenta di indicare e valorizzare il Paese di provenienza di tutte le carni che finiscono sulle nostre tavole.
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